Shock durante il primo round di Joshua vs Prenga.
Jeddah, in Arabia Saudita, l’ex campione del mondo dei massimi finisce due volte al tappeto nella prima ripresa contro l’albanese Kristian Prenga: un destro e un montante lo stendono, poi un secondo atterramento lo rimette a terra sulle gambe malferme.
Per qualche minuto, sugli spalti, davanti agli schermi, e negli occhi di Joshua torna lo spettro di Andy Ruiz Jr, l’uomo che nel 2019 tolse a Joshua l’imbattibilità in una delle sorprese più grandi nella storia dei massimi.
Nella ripresa successiva, però, Anthony Joshua ribalta tutto: una combinazione chiusa con un gancio destro stende Prenga, e l’arbitro ferma l’incontro dopo 2:43 dall’inizio del secondo round.
C’è un motivo per cui questa notte pesava più del solito.
Sette mesi fa, un incidente stradale in Nigeria, in cui rimase coinvolto lo stesso pugile inglese, uccise due dei suoi amici più stretti, e ferì lo stesso Joshua.
Sul ring, questa notte, aveva scritto i loro nomi e la frase “Il custode di mio fratello”, dal celebre passo biblico della Genesi.
Joshua vs Prenga: vittoria di AJ per KO.
Mentre si continua a parlare del “mega incontro” tra Joshua e Fury – dopo una prestazione molto discutibile dello stesso Fury ieri – l’incontro da poco concluso ribadisce la stessa cosa, svelata da un messicano in una notte newyorkese: la criticità più grave per Anthony Joshua resta sempre la stessa, la mascella di cristallo.

Matteo Ferazzoli è giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio (tessera n. 170928). Ha scritto per: Ultima Voce, il Messaggero, l’Inchiesta, Io Gioco Pulito e altre testate locali e nazionali. Ha pubblicato il romanzo “Buio sopra il sole” e diversi racconti per Urbone Publishing. Fondatore e direttore responsabile di «Essere, rivista di boxe e anime salve», racconta il pugilato come lente su storie di classe, migrazione e riscatto.

