Il 4 agosto 2021, al Ryōgoku Kokugikan di Tokyo, quattro giudici su cinque assegnarono la finale olimpica dei mediomassimi al cubano Arlen López. Ben Whittaker aveva ventiquattro anni. Sul podio si mise la medaglia d’argento in tasca. Poi si scusò.

Fino alla finale aveva battuto il colombiano Jorge Luis Vivas, l’egiziano Abdel Rahman Salah Orabi, il brasiliano Keno Marley e, in semifinale, il russo Imam Khatayev. Secondo la ricostruzione di Olympedia, Khatayev si impantanò contro la sua difesa. Con López provò a tenere la distanza lunga, e nella prima ripresa il cubano lo colpì molto più spesso di quanto lui colpisse.

E sabato 3 ottobre, combatterà per l’eliminatoria mondiale IBF dei mediomassimi contro l’australiano Wallace.

Il silenzio all’ingresso della palestra

Whittaker è cresciuto nella zona di Wolverhampton. Al Mirror, nel 2022, ha raccontato di essere figlio di una madre inglese e austriaca e di un padre giamaicano, e che da bambino non stava mai fermo: fu il padre a proporgli la boxe per sfogare l’energia. Al primo incontro si iscrisse senza avvertire i genitori, e lo vinse.

Nella stessa intervista ha raccontato cosa succedeva quando da ragazzino entrava in una palestra: si sarebbe sentito cadere uno spillo. Il padre gli diceva di continuare a camminare, di pensare alle sue cose, e di far vedere chi era quando saliva a fare i guanti.

Ha parlato anche di profilazione razziale. Gli succede, ha detto, quando esce in tuta e con il cappello, davanti a chi non sa chi sia. Ha aggiunto che succede ancora.

Il suo primo idolo fu Joleon Lescott, del Wolverhampton Wanderers, la squadra per cui tifava. Gli strinse la mano una volta, e per una settimana non se la lavò.

Più avanti venne Anthony Joshua. Di tutti e due ha detto al Mirror la stessa cosa: gli somigliavano. Il giornale scrive che alcuni suoi amici hanno preso una brutta strada, e riporta che lui è tornato nella sua vecchia scuola a parlare ai ragazzi, perché quando la frequentava lui non era mai venuto nessuno.

L’intervista uscì il 20 ottobre 2022, per il Black History Month, meno di tre mesi dopo il suo esordio da professionista. È l’unica presa di posizione pubblica che abbiamo trovato. Chiese che la storia nera si insegnasse tutto l’anno, a partire dalle scuole primarie, perché un mese solo, disse, finisce nascosto sotto il tappeto, e chiese a chi ha la spunta blu di continuare a parlarne perché la cosa non tornasse nel silenzio.

Quattro o cinque riprese per fare i video

Ben Whittaker combatte nei mediomassimi, categoria che ha il limite a 175 libbre, cioè 79,38 chili. Ha ventinove anni. BoxRec lo registra alto 191 centimetri, con 191 di allungo, in guardia ortodossa.

Ha esordito da professionista il 30 luglio 2022 a Bournemouth, con Boxxer come promoter e SugarHill Steward all’angolo. Dopo sei incontri si separarono. A Boxing News, nel marzo 2024, spiegò che Steward faceva avanti e indietro con il prossimo incontro di Tyson Fury da preparare, e che lui non voleva più viaggiare.

Restò in Inghilterra, e disse che si pagava da solo gli sparring partner. Tornò ad allenarlo Joby Clayton, il suo padrino e maestro da dilettante, che secondo The Ring è l’uomo che lo ha portato alla boxe.

Il 15 giugno 2024, a Selhurst Park, a Londra, vinse il titolo IBF International, allora vacante, battendo Ezra Arenyeka ai punti con verdetto unanime: 100-89, 99-90, 99-90. Sky Sports racconta che alla fine della 6ª ripresa Whittaker riaccompagnò Arenyeka fino al suo angolo, e che Arenyeka rispose con una testata. Nella 7ª arrivò una gomitata, e BoxRec registra il punto tolto ad Arenyeka.

Alla fine del 2025, dopo aver chiuso un incontro alla 1ª ripresa, disse che prima avrebbe tirato avanti quattro o cinque riprese, giocando, per raccogliere qualche video, e che stavolta aveva preferito finirlo subito.

Il suo record da professionista è 12-0-1, con 9 vittorie prima del limite. Nelle note di BoxRec l’avversario finisce a terra in otto incontri. Né quelle note né le cronache registrano un solo atterramento subito da lui.

Fuori dalle corde, a Riad

Il 12 ottobre 2024, alla Kingdom Arena di Riad, nel sottoclou di Beterbiev-Bivol, Whittaker difendeva il titolo contro Liam Cameron, un veterano di Sheffield. The Ring annotò che quella sera non ci furono provocazioni. Sky Sports scrisse che si lasciava trascinare nello scambio ravvicinato invece di lavorare dalla distanza.

In un corpo a corpo alle corde i due scavalcarono la corda più alta e caddero fuori dal ring. Rientrarono. Whittaker si era fatto male e non uscì per la ripresa successiva. Secondo ESPN, che cita la telecronaca DAZN, fu portato alla tenda medica dell’impianto e poi in ospedale in ambulanza. Lasciò l’arena in sedia a rotelle. Il verdetto fu un pareggio tecnico, con decisione divisa.


In questo video, l’intero match

Cameron disse di credere di aver fatto abbastanza per vincere, e che l’altro non ne voleva più. Poco dopo cominciò a chiamarlo «Ben Quittaker», dal verbo inglese che vuol dire mollare. Il soprannome, scrive The Ring, gli si attaccò addosso.

Andy Lee, ex campione del mondo, quella sera lavorava a Riad per DAZN. Whittaker ha raccontato a The Ring che fu Lee a scrivergli per primo, e che il messaggio finiva con la porta aperta. Andò ad allenarsi a Dublino.

Prima della rivincita ci fu una lite sulla distanza. Cameron e il suo promoter Frank Warren sostenevano di aver ricevuto un contratto per dodici riprese, Ben Shalom di Boxxer parlava di dieci. Si combatté su dieci.

Il destro lungo della domenica di Pasqua

Il 20 aprile 2025 era la domenica di Pasqua. Alla bp pulse LIVE di Birmingham, scrive Sky Sports, Cameron ebbe i suoi applausi, e all’ingresso di Whittaker si sentì anche qualche fischio. Nella 1ª ripresa Cameron gli passò oltre caricando, e Whittaker salutò il pubblico.

Nella 2ª lo colpì con un destro lungo d’incontro, lo spinse alle corde e continuò a colpire. Cameron era in piedi ma non rispondeva più. L’arbitro Howard Foster fermò l’incontro a 1:53.

Whittaker si portò un guantone all’orecchio verso la tribuna, poi corse all’angolo di Cameron, e con gli uomini di Cameron ci fu uno scambio acceso. A Sky Sports, dopo, disse che quello che era successo in Arabia doveva succedere. Aggiunse di essere salito sul ring disciplinato, e che adesso la gente sapeva che picchiava.

Nell’ottobre 2025 lasciò Boxxer per la Matchroom di Eddie Hearn. Il 29 novembre, a Birmingham, mise a terra due volte Benjamin Gavazi e vinse per KO alla 1ª ripresa il titolo WBC Silver, vacante. Il 18 aprile 2026, a Liverpool, batté Braian Nahuel Suarez per KO alla 1ª. Il 27 giugno, al Barclays Center di Brooklyn, nel suo primo incontro negli Stati Uniti, difese il WBC Silver contro Richard Rivera: Rivera andò a terra nella 1ª e nella 2ª, e l’incontro finì lì.

Sono quattro incontri di fila. Nessuno è arrivato alla 3ª ripresa.

Il prossimo incontro di Ben Whittaker

Sabato 3 ottobre 2026 Whittaker torna a Birmingham, all’Utilita Arena, per un’eliminatoria finale IBF sulle dodici riprese. L’avversario è Conor Wallace, mancino, 17-1 con 12 KO, nato a Newry, in Irlanda del Nord, che vive e combatte a Brisbane.

Nella classifica IBF Wallace è secondo e Whittaker terzo. Chi vince diventa lo sfidante obbligatorio per il titolo di Dmitry Bivol. Le informazioni di servizio stanno nella scheda: dove vedere l’incontro con Conor Wallace.

Le altre date sono nel calendario boxe.

Wallace da dilettante, secondo Irish Boxing, vinse il titolo dell’Ulster e un posto nella squadra dell’Irlanda del Nord per i Giochi del Commonwealth del 2018, sulla Gold Coast australiana. Ad aprile, scrive la stessa testata, ne fu escluso.

Il funerale seguito da Tokyo

Il 31 marzo 2024, il giorno del suo settimo incontro da professionista, il Mail on Sunday pubblicò un’intervista in cui Whittaker tornava su Tokyo. Raccontò che durante un ritiro della nazionale britannica era morta sua nonna, e che al funerale non era andato, per restare ai Giochi.

Il funerale, disse, l’aveva seguito in FaceTime.

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Le fonti di questo pezzo

Fonti primarie e archivi
Record, date, sedi, verdetti e atterramenti: BoxRec, consultato il 23 settembre 2026.
Risultati olimpici di Tokyo 2020 e scheda dell’atleta: Olympedia, consultato il 23 settembre 2026.
Data, sede e posta in palio dell’incontro del 3 ottobre: Matchroom Boxing, consultato il 23 settembre 2026.

Fonti secondarie
Famiglia, infanzia e presa di posizione sul Black History Month: Liam Llewellyn, Mirror, 20 ottobre 2022.
Il primo incontro con Cameron: The Ring, ottobre 2024. Il passaggio ad Andy Lee: The Ring, novembre 2025.
L’incontro con Arenyeka: Sky Sports, 15 giugno 2024. La rivincita con Cameron: John Dennen, Sky Sports, 21 aprile 2025.
La caduta dal ring e il trasporto in ospedale: ESPN, 12 ottobre 2024. Il percorso da dilettante di Conor Wallace: Irish Boxing, 21 agosto 2018.