Ascoli Piceno, venerdì sera. Ventotto gradi, vento a sei chilometri orari, che nella notte aumenterà. Piazza del Popolo è piena, di ragazzi, di tifoserie intere.
Il ring, acceso in mezzo alla pietra, disegna la piazza a chiaroscuro.
Sono le 23:07 quando lo speaker pronuncia «Eros Seghetti!».
La piazza esplode. Sul ring entrambi i pugili: Numanovic e Eros Seghetti. L’ascolano raggiunge il quadrato accompagnato da “Lose yourself” di Eminem. In palio il vacante titolo europeo silver dei mediomassimi.
Parte prima l’inno bosniaco. È sbagliato, ne parte un altro. Si passa all’inno di Mameli. La piazza canta all’unisono. Gong, si inizia.
Seghetti parte un pò contratto, chiuso. A fare il match è il bosniaco. Ogni colpo dell’ascolano è però un boato, anche quando non arriva a segno. Alla fine della quarta ripresa qualcuno grida «Vai Eros», poi lo gridano tutti.
Il vento, nel frattempo, è aumentato.
Alla quinta l’angolo chiede più pressione. Prima della sesta, anche Alessandro Duran si avvicina alle corde e gli parla. Alla settima, Seghetti è un leone. Combinazioni, coraggio. Numanovic va giù.
L’ottava non comincia: il bosniaco non si alza dallo sgabello, l’angolo ferma il match. Eros Seghetti è il nuovo campione EBU Silver dei mediomassimi per TKO. Piazza del Popolo e la sua gente lo hanno visto vincere una volta ancora.
La serata era cominciata prima, con altre luci sullo stesso ring.
Manuel Rizzieri aveva vinto nettamente ai punti su Bray Pace.
Nel Torneo Nino Benvenuti, Abdelouahed Zaffaroni Mouhib aveva fermato Davide Cacchiarelli per ko tecnico alla prima ripresa.
Poi si aspettava il collegamento con Rai Sport, e con lui il titolo italiano dei pesi mosca.
Ad aspettare erano soprattutto i tifosi di Marco Demontis: maglie bianche con la sua foto, davanti e dietro «Campionato italiano pesi mosca», tricolori con la scritta «Team Demontis».
Prima di entrare, Demontis ha cercato con gli occhi la sua gente. Ad aprirgli le corde è stato Michael Magnesi.
Poi si sono fatti sentire anche i tifosi di Ahmed Obaid.
Ha vinto Obaid, nettamente, ai punti. Movimento, jab, dritti, angolazioni. Sul ring, a vittoria conquistata, ha mostrato a tutti la bandiera della Palestina.
Prima del main event è salito sul ring lo stesso Michael Magnesi. Non ha combattuto: ha parlato del suo incontro perso contro Garner.
Ha detto che il pubblico si era ricreduto su di lui. Ha detto che si rimette sotto, si rimette sotto per continuare a credere in un sogno.
«Alla settima, Seghetti è un leone. Combinazioni, coraggio. Numanovic va giù.»

Matteo Ferazzoli è giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio (tessera n. 170928). Ha scritto per: Ultima Voce, il Messaggero, l’Inchiesta, Io Gioco Pulito e altre testate locali e nazionali. Ha pubblicato il romanzo “Buio sopra il sole” e diversi racconti per Urbone Publishing. Fondatore e direttore responsabile di «Essere, rivista di boxe e anime salve», racconta il pugilato come lente su storie di classe, migrazione e riscatto.
