Dal vivo, ho visto Michael Magnesi combattere tre volte. La prima a Valmontone, contro Gimenez: dodici riprese a inseguire un argentino imbattuto che non voleva farsi prendere. Alla fine il Lupo lo ha accorciato, dominato, portato ai punti senza che nessun giudice avesse dubbi.
La seconda a Colleferro, contro Rikiishi. Stava vincendo fino alla decima ripresa. Poi è arrivato il dodicesimo round. La gente, tra cui mio padre, si sgolava: «Lega, lega!». In quel round, tre atterramenti, e tutto è finito a pochi secondi dalla conclusione del match. Non ho dimenticato la sua faccia in quell’angolo, dopo l’interruzione, né l’aria che abbiamo percepito uscendo dal Palazzetto Rombi.
La terza, di nuovo a Valmontone, contro El Hadri. Un incontro tosto, chiuso, combattuto con il coltello tra i denti fino all’ultimo secondo. Magnesi è uscito dal ring con la cintura WBC Silver intorno alla vita e la certezza di avere ancora qualcosa da dire a questa categoria.
La sua boxe è quella di un fighter puro: pressione costante, corta distanza, colpi in serie finché l’avversario non cede.
Stanotte va a Southampton, allo stadio del Southampton FC, a sfidare Garner per il titolo mondiale WBC Interim dei superpiuma. Garner è imbattuto, ha ventotto anni, combatte davanti ai suoi tifosi in una delle notti sportive più attese che la sua città abbia mai vissuto. Secondo i bookmaker è lui il netto favorito. Il suo stile è l’opposto di Magnesi: tecnico, preciso, avanza cercando di controllare la distanza e il ring.
Ha scelto di chiamarsi Lupo Solitario, Michael Magnesi. Stanotte lo sarà per davvero. Uno stadio intero che tifa contro di lui, un avversario imbattuto davanti, un titolo a tre metri di distanza. Michael Magnesi conosce il buio, e stanotte andrà a sfidarlo, una volta ancora.
«Certe notti la boxe ti chiede tutto quello che hai, e poi un po’ di più.»
Alla fine, Michael Magnesi non è riuscito a portare a casa il titolo, come raccontiamo in questo resoconto.
E anzi, il 13 agosto 2026, ha deciso di lasciare i pesi superpiuma per passare direttamente ai leggeri!

Matteo Ferazzoli è giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio (tessera n. 170928). Ha scritto per: Ultima Voce, il Messaggero, l’Inchiesta, Io Gioco Pulito e altre testate locali e nazionali. Ha pubblicato il romanzo “Buio sopra il sole” e diversi racconti per Urbone Publishing. Fondatore e direttore responsabile di «Essere, rivista di boxe e anime salve», racconta il pugilato come lente su storie di classe, migrazione e riscatto.
