Aggiornato a martedì 8 settembre 2026
I pesi bridger rappresentano una nuova categoria del pugilato professionistico e comprende un peso che danza tra il 90,7 kg dino ai 101,6 kg.
Si piazza, quindi, in mezzo ai pesi cruiser e ai massimi. L’ha creata il WBC nel novembre 2020 ed è l’unico dei quattro organismi principali che, ad oggi, la riconosce.
Da dove viene il nome
Siamo a luglio del 2020. Bridger Walker, un bambino americano di sei anni, vede sua sorella attaccata da un cane. Per questo, si mette in mezzo tra i due, rimedia 90 punti di sutura al volto e ad altre parti del corpo. Il WBC gli ha consegnato una cintura da campione onorario e in novembre ha dato il suo nome alla categoria nuova.

Il piccolo Bridger che stringe la sua cintura WBC.
Il presidente del WBC Mauricio Sulaimán l’ha presentata come «il ponte necessario» per i pugili tra 200 e 224 libbre. In inglese bridge è il ponte.
Chi riconosce la categoria bridger e chi no
Il WBC dal novembre 2020. La WBA si è aggiunta nel dicembre 2023, anche se in realtà l’aveva annunciata come “super cruiser”, poi ha adottato lo stesso nome, e l’ha eliminata il 30 giugno 2026, comunicandolo ai suoi campioni: Muslim Gadzhimagomedov è stato riportato nelle classifiche dei cruiser, l’interinale Vartan Arutyunyan in quelle dei massimi.
La IBF e la WBO non l’hanno mai adottata. Per loro sopra le 200 libbre c’è il peso massimo, senza tetto. BoxRec la elenca tra le categorie mondiali.
Chi è il campione del mondo dei pesi bridger
Ryad Merhy, belga nato in Costa d’Avorio. Ha battuto ai punti il sudafricano Kevin Lerena il 30 maggio 2026 a Charleroi, in casa propria, con i cartellini 116-112, 117-111 e 115-113.
Prima di lui: Óscar Rivas, primo campione il 22 ottobre 2021 ai punti su Ryan Rozicki; il titolo dichiarato vacante il 5 gennaio 2023; Łukasz Różański; Lawrence Okolie; Lerena. Cinque campioni dal 2021 a oggi.
Perché due pesi cruiser combattono per una cintura bridger
Il 19 settembre a Trinità d’Agultu e Vignola, in provincia di Sassari, è in palio il titolo internazionale WBC dei bridger. Se lo contendono due pugili classificati nel ranking mondiale WBC dei cruiser: l’italiano Jonathan Kogasso e l’argentino Kevin Cristopher Ramirez. Tutti i dettagli della serata sono nella scheda su Kogasso-Ramirez del 19 settembre.
La cintura ha un tetto e non un pavimento, e le cinture regionali e internazionali del WBC servono a scalare le classifiche. Nel comunicato dell’organismo si legge che la vittoria del 19 settembre pesa sulla posizione di entrambi tra i cruiser, non tra i bridger.
«Riportiamo qui una parte del testo della WBC, in merito a questo incontro: Sebbene il titolo in palio appartenga alla categoria Bridgerweight, entrambi i pugili stanno costruendo la propria carriera nella categoria Cruiserweight. Una vittoria il 19 settembre rappresenterebbe un traguardo significativo nella loro progressione nella classifica WBC dei pesi cruiserweight, avvicinando il vincitore a importanti opportunità per il titolo mondiale».
I pugili italiani nei pesi bridger
Nel ranking WBC aggiornato al 3 settembre 2026 e diffuso dalla Federazione pugilistica italiana, tra i bridger c’è Angelo Morejon, quinto. Cubano di nascita, si allena a Castel di Casio, sull’Appennino bolognese. Il 12 ottobre combatte ad Amsterdam per il WBC Silver dei bridger contro Willy Kyakonye, che il calendario della federazione scrive Kyanonye.
Tra i pesi massimi, nello stesso ranking, l’unico italiano è Guido Vianello, diciannovesimo. Kogasso è ventiseiesimo tra i cruiser. Le date dei loro prossimi impegni stanno nel calendario boxe.
Il sabato mattina mandiamo i cinque pezzi migliori della settimana. Si chiama la posta della rivista.

Matteo Ferazzoli è giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio (tessera n. 170928). Ha scritto per: Ultima Voce, il Messaggero, l’Inchiesta, Io Gioco Pulito e altre testate locali e nazionali. Ha pubblicato il romanzo “Buio sopra il sole” e diversi racconti per Urbone Publishing. Fondatore e direttore responsabile di «Essere, rivista di boxe e anime salve», racconta il pugilato come lente su storie di classe, migrazione e riscatto.
