di Matteo Ferazzoli · Aggiornato a mercoledì 30 settembre 2026

Fury-Joshua si combatte venerdì 11 dicembre 2026 al Principality Stadium di Cardiff, in Galles, in diretta su Netflix, per il titolo WBA Super dei pesi massimi.

La prima conferenza stampa tra i due si è tenuta oggi a Londra, dopo una settimana di scontri fra i rispettivi entourage che ne avevano messo in dubbio persino la tenuta. Il racconto della giornata è più sotto.

  • Data: venerdì 11 dicembre 2026
  • Sede: Principality Stadium, Cardiff (Galles), capienza 78.000 nella configurazione per la boxe
  • Dove vederlo: Netflix
  • Orario in Italia: non ancora confermato, indicativamente intorno alle 3 di notte fra l’11 e il 12
  • In palio: il titolo WBA Super dei massimi

La conferenza stampa di Londra

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L’evento si è tenuto oggi pomeriggio a Londra, davanti a poche centinaia di spettatori che si erano contesi i biglietti nei giorni precedenti, con una coda lunghissima fuori dal locale nelle ore prima dell’inizio.

Sul palco, a presentare i due pugili, c’è stato lo speaker Michael Buffer. Fury si è presentato con un completo verde acceso e un cappello bianco, Joshua con una tuta grigia e gli occhiali da sole; sono entrati insieme, alle 19:13 italiane, Fury masticando vistosamente una gomma.

A parlare per primo è stato Max Kellerman, che ha definito l’incontro il confronto fra pesi massimi che aspettava da dieci anni. Quando invece Turki Alalshikh ha ringraziato le persone coinvolte nell’organizzazione, fra cui Dana White, dal pubblico sono arrivati dei fischi al nome di White.

Alalshikh ha chiuso la questione in poche parole, dicendo che riguarda solo White ed Eddie Hearn, e ha aggiunto, rivolto a Hearn, di non fare troppo il «Braveheart». Ha anche spiegato perché l’incontro non si è tenuto a Wembley: ha detto di non avere mai avuto un problema con il Regno Unito, anzi di amarne il pubblico, ma che lì si sarebbe arrivati a perderci, perché lo stadio londinese non era disponibile prima delle due di notte. È una frase che conferma, dalla parte dell’organizzazione, quanto scritto più sotto sulla questione degli orari. Prima di cedere il microfono ai due pugili, Alalshikh ha anche detto di non essere in buona salute, senza aggiungere altri dettagli.

Presente anche Lennox Lewis che, prima della conferenza, ha detto di essere contento che l’incontro si sia sbloccato, ricordando che è il denaro a renderlo possibile, e che il pubblico lo aspettava da tempo. Alla domanda su chi arrivi meglio a dicembre, Lewis ha indicato Fury, per il percorso recente dei due.

Il primo argomento toccato dai pugili è stato il loro sparring di quindici anni fa. Fury ha detto: «AJ era su quel ring, sa cosa è successo», richiamando anche la storia del Rolex promesso a chi fosse riuscito a metterlo giù, già raccontata in questa pagina. Joshua ha ribattuto: «È uscito con un Rolex, ma con un occhio nero».

Joshua ha chiesto e ottenuto un minuto di silenzio, dedicato a chi non c’è più nel mondo della boxe, citando fra gli altri Ricky Hatton.

Fury ha parlato apertamente del periodo più buio della sua carriera, proprio mentre Joshua diventava campione del mondo: «Mi ubriacavo ogni giorno e prendevo cocaina, non mi concentravo su altro». Ha riconosciuto in Joshua un due volte campione del mondo e medaglia d’oro olimpica, «il simbolo della boxe britannica», chiudendo con: «Che vinca il migliore, e che la lotta abbia inizio».

Joshua ha detto di sentirsi «rigenerato», pronto a «incassare colpo su colpo finché la mia mano non verrà alzata». Ha aggiunto: «Ispireremo questa generazione e la prossima», ringraziando il pubblico britannico per il sostegno ricevuto in questi anni, e ha definito l’incontro «il compimento del mio destino, prima di lasciare questo mondo».

Fury ha anticipato il proprio piano per Cardiff: «Uscirò e lo farò saltare in aria. Non scapperò, lo affronterò a viso aperto». Ha previsto che i biglietti si esauriranno «in meno di un minuto, forse in trentanove secondi», e si è descritto con la consueta ironia: «Sono calvo, grasso, barbuto, lento: dite quello che volete».

Il tono si è scaldato quando Fury ha accusato Joshua di aver provato a sottrarsi all’incontro: «Hai pianto dietro le quinte per evitare questa rissa, ti ho messo scacco matto». Pochi istanti dopo aver criticato duramente Hearn, chiamandolo un semplice intermediario che «non possiede niente», Fury ha detto: «Mi berrei volentieri una birra con Eddie, nonostante i suoi piagnistei», aggiungendo di volerne bere una anche con Joshua dopo l’incontro.
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La conferenza si è chiusa con il faccia a faccia fra i due: dopo essersi guardati per qualche secondo, Joshua ha toccato la pancia di Fury, e i due si sono scambiati un sorriso.

Dove vedere Fury-Joshua in tv e streaming

Fury-Joshua va in diretta su Netflix.

I cinque pezzi migliori della settimana arrivano il sabato mattina, nella posta della rivista.

A che ora inizia Fury-Joshua in Italia

L’orario ufficiale dell’ingresso sul ring non è stato annunciato, ma per la prima volta possiamo dare un perché e non solo un’indicazione.

La licenza attuale del Principality Stadium permette incontri di boxe fino all’una di notte britannica, a tetto chiuso. Per andare oltre serve una modifica concessa dal Consiglio comunale di Cardiff, che al momento in cui scriviamo non risulta ancora approvata: è per questo che nessuno può ancora scrivere un orario definitivo. Ed è anche uno dei motivi per cui Wembley è saltata, come ha confermato oggi in conferenza lo stesso Alalshikh: il coprifuoco standard lì è le 23, ben più stretto, e lo stadio londinese non sarebbe stato disponibile prima delle due di notte.

Mike Coppinger di The Ring, che per primo aveva dato la data e la sede dell’incontro, scrive che l’ingresso sul ring dovrebbe avvicinarsi alle due del mattino britanniche, per agganciare la prima serata americana su Netflix: significherebbe le tre di notte in Italia, fra venerdì 11 e sabato 12 dicembre. Non è però confermato né da Netflix né dal promoter.

Eddie Hearn, in precedenza, aveva parlato di un ingresso più vicino all’una o all’una e mezza britanniche, con possibile slittamento verso le due, citando il precedente di Calzaghe-Kessler nello stesso stadio nel 2007. Il Telegraph scrive che i contratti fissano un tetto massimo, le due del mattino britanniche, oltre il quale nessuno dei due pugili è tenuto a salire sul ring.

L’intervallo onesto da darvi, quindi, resta questo: il match clou fra l’una e le due di notte britanniche, cioè fra le due e le tre in Italia. Aggiorniamo questa sezione appena arriva un orario ufficiale, e solo allora lo mettiamo nel titolo SEO.

Una precisazione che vale la pena di fare: è solo il match clou a slittare a notte fonda. La serata comincia molto prima, la sera di venerdì 11, con un sottoclou che dovrebbe contare fra le sei e le otto sfide.

Perché si combatte di venerdì

È una domanda legittima, perché gli incontri di questo livello si fanno quasi sempre di sabato, e la risposta ha una ragione precisa: il sabato sera negli Stati Uniti è occupato dal football universitario sulle reti principali, e Netflix voleva un venerdì libero da quella concorrenza. L’11 dicembre cade di venerdì, e a quella data il calendario del rugby gallese ha già liberato lo stadio.

Quando si combatte Fury-Joshua

Venerdì 11 dicembre 2026, al Principality Stadium di Cardiff, che nella configurazione per la boxe arriva a una capienza di 78.000 spettatori.

Per lo stadio gallese sarà il primo incontro di Fury, che non ha mai combattuto in Galles.

Joshua invece l’aveva già usato due volte da campione del mondo, quando si chiamava ancora Millennium Stadium: contro Carlos Takam nel 2017 e contro Joseph Parker nel 2018.

Per mesi la sede era stata il punto fermo della trattativa. Il contratto di Joshua chiedeva il Regno Unito, meglio ancora Wembley. Netflix e Sela, la società saudita che finanzia la serata, avrebbero preferito New York, per portare l’incontro in prima serata americana.

Cardiff ha vinto per due ragioni insieme, non una sola. Il tetto retrattile conta, perché l’incontro si terrà d’inverno e a notte fonda. Ma la ragione decisiva è stata l’orario: la licenza del Principality permette di arrivare più tardi di quanto consenta oggi quella di Wembley, dove il coprifuoco standard è le 23 e un’estensione avrebbe richiesto un percorso di autorizzazione che non si è chiuso in tempo.

Cosa c’è in palio

L’incontro, presentato ufficialmente come valido per il titolo WBA Super dei massimi, era stato annunciato giovedì mattina come un match senza titoli, coerente con il record dei due: nessuno dei due porta oggi una cintura mondiale. Fury li ha persi entrambe le volte contro Usyk nel 2024, Joshua non ne ha più dal 2021.

Poche ore dopo, la WBA avrebbe deciso di rimettere in gioco la fascia «Super», che aveva ritirato a giugno quando Usyk aveva lasciato vacante il titolo. Al suo posto restava un solo campione, quello «Regular»: Murat Gassiev, che lo aveva conquistato battendo Kubrat Pulev a dicembre e lo aveva difeso contro Peter Kadiru a luglio. Nelle classifiche WBA dei pesi massimi, il primo sfidante ufficiale è Jarrell Miller, con Fury al secondo posto e Joshua al terzo: sono loro due a giocarsi ora una cintura «Super» pur essendo entrambi reduci da una sconfitta contro lo stesso Usyk, e senza aver mai affrontato né Miller né Gassiev per meritarsela sul ring.

Non è un’idea nata a tavolino in queste settimane. Già a luglio Spencer Brown, il manager di Fury, aveva chiesto pubblicamente alla WBA di mettere in palio proprio quella cintura: «Voglio vedere la WBA in palio contro AJ per il titolo Super. Se ci state guardando, WBA, fatevi vivi». La sigla incassa una percentuale su ogni borsa quando assegna un proprio titolo, e su un incontro di questa portata quella percentuale, secondo quanto riportato dal settore, si aggira sui quattro milioni di dollari complessivi.

I promoter di Gassiev hanno presentato un’obiezione formale contro l’assegnazione, status che il campione in carica considera suo di diritto. Una nota ufficiale della WBA che chiuda la questione, al momento in cui scriviamo, non c’è ancora.

Aggiorniamo questa sezione con la posizione definitiva della WBA, quando arriva.

Quanto guadagneranno Fury e Joshua

Le cifre che circolano non sono tutte uguali. The Sun scrive che Fury e Joshua guadagneranno 75 milioni di sterline a testa, circa 88 milioni di euro: sarebbe per entrambi il compenso più alto della carriera, sopra i circa 76 milioni di euro che avevano incassato finora nel loro incontro più pagato.

Altre fonti, fra cui Sportbible e GiveMeSport, parlano invece di una borsa complessiva da 200 milioni di sterline, divisa a metà: 100 milioni a testa, circa 117 milioni di euro. Le due ricostruzioni non tornano fra loro, e nessuna delle due cifre è stata confermata dai diretti interessati.

Joshua ha spiegato a SunSport perché ha tenuto il punto sul Regno Unito piuttosto che inseguire l’offerta più alta fuori dai confini britannici: «La boxe britannica mi ha dato tutto, mi ha cambiato la vita». Ha ricordato Sean Murphy e Johnny Oliver, i suoi primi allenatori al Finchley ABC, e lo staff di Team GB a Sheffield.

Chi promuove davvero l’incontro

È la storia dentro la storia di questo annuncio, e anche la conferenza di oggi, con i fischi al nome di White e la battuta di Alalshikh su Hearn, l’ha resa ancora più evidente.

Il comunicato ufficiale con cui Netflix ha reso nota la data non cita né Frank Warren né Eddie Hearn, i due uomini che hanno seguito le carriere di Fury e Joshua fin dal loro primo incontro da professionisti. Cita Turki Alalshikh, The Ring e Dana White. Anche il manifesto pubblicato da Netflix sui social taggava Ring Magazine, Joshua, White, Fury e Netflix Sports: non Matchroom, non Queensberry.

Hearn dice di avere la parola di Sela e di Alalshikh sul fatto che White resti fuori dalla promozione, e di voler ricordare a Netflix i propri obblighi contrattuali. Warren dice la stessa cosa per il contratto di Fury. Fury, dal canto suo, ha smentito che quella clausola valga anche per lui: dice di averla tolta di sua iniziativa, perché vuole White coinvolto. Nel weekend, White aveva ammesso di non sapere se l’incontro si sarebbe fatto, e di non sapere nemmeno se sarebbe stato presente oggi: alla fine, in conferenza, non ha preso la parola.

Nell’annuncio, Alalshikh aveva dichiarato: «Due dei migliori pesi massimi di questa generazione, finalmente insieme sul ring. Questo sarà uno dei più grandi incontri nella storia della boxe, sono molto felice di poter realizzare questo match per i fan». Dana White, citato nel comunicato come co-promotore insieme a The Ring, aveva aggiunto: «Per oltre un decennio, gli appassionati di boxe hanno chiesto a gran voce lo scontro tra pesi massimi tra Tyson Fury e Anthony Joshua».

Intanto, Eddie Hearn ha anche precisato che non esiste alcuna clausola di rivincita per l’incontro.

Tra l’altro, Fury-Joshua era uno dei «match dei sogni» di Alalshikh, come spiegato in questo articolo.

I record dei due pugili

Tyson Fury Anthony Joshua
Record 36-2-1 30-4
Età 38 36, compie 37 anni il 15 ottobre
Nazionalità Inglese Inglese
Guardia ortodossa ortodossa
Ultimo incontro 24 luglio 2026 25 luglio 2026
Come è finito vinto, ritiro alla 7ª vinto per KO alla 2ª
Altezza 206 cm 198 cm
Allungo 216 cm 208 cm

Il record completo, la trattativa e come ci è arrivato sono nella pagina sul prossimo incontro di Tyson Fury.

Come arriva Anthony Joshua

Joshua ha 27 vittorie prima del limite. A dicembre 2025 ha battuto Jake Paul. Pochi giorni dopo è rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui sono morti due suoi amici e collaboratori, Sina Ghami e Latif Ayodele.

Ha chiesto un incontro di rientro prima di affrontare Fury, e lo ha ottenuto: il 25 luglio 2026 al Jeddah Superdome, in Arabia Saudita, contro l’albanese Kristian Prenga, è finito al tappeto due volte nel primo round e ha vinto per KO nella seconda ripresa. Si allena con lo staff di Usyk.

Intanto, subito dopo l’annuncio, sui social, Anthony Joshua ha dichiarato: “Spesso sono i più silenziosi a tirare le fila. Chi sembra meno coinvolto potrebbe avere il controllo maggiore. Lasciate che urlino per primi, i più saggi aspettino la mossa finale. Cordialmente, Anthony Joshua.”

Come si è arrivati a Cardiff: la cronologia del 2026

La ricostruzione che segue, con le date, è quella messa insieme da BoxingInsider a partire dalle dichiarazioni pubbliche di Hearn e Alalshikh sui social e dai resoconti di Mike Coppinger (The Ring), Dan Rafael e The Athletic. Non tutti i passaggi hanno una seconda fonte indipendente: dove non ce l’hanno, restano comunque all’interno di questa ricostruzione unica, e la citiamo come tale.

11 aprile. Fury batte ai punti Arslanbek Makhmudov al Tottenham Hotspur Stadium. Joshua è a bordo ring: Fury prende il microfono e lo chiama in causa.

27 aprile. L’incontro viene firmato. Coppinger dà per primo la notizia, Hearn la conferma su Instagram, Alalshikh pubblica la propria versione. Viene annunciato per l’ultimo trimestre del 2026, su Netflix: senza data, senza sede.

24 e 25 luglio. I due incontri di preparazione: Fury ferma Wach a Pattaya, Joshua atterra due volte ma stende Prenga a Jeddah.

Metà agosto. Comincia la battaglia sulla sede. Sela e Netflix spingono per il Madison Square Garden il 20 novembre. Il campo di Joshua rifiuta, richiamandosi al contratto che chiede il Regno Unito. Matchroom invia una proposta di modifica con condizioni economiche per lo spostamento oltreoceano.

21 agosto. Prima dichiarazione di Fury su Instagram: l’incontro è in difficoltà, accusa Joshua e Hearn di volere più soldi.

1°-2 settembre. Hearn dice che la proposta è stata accettata ma che Matchroom non vuole comunque l’incontro in America. Fury pubblica un manifesto fasullo del Madison Square Garden.

3 settembre. Hearn pubblica un manifesto di Wembley con la scritta «Firmare il contratto? Lo abbiamo già fatto». Poche ore dopo pone la linea rossa: niente Dana White, niente Zuffa, niente TKO nella promozione, altrimenti niente incontro.

5 settembre. Hearn dichiara che TKO avrebbe aggirato Matchroom proponendo direttamente a Joshua più denaro, con novanta minuti per accettare un incontro in America, e minaccia vie legali.

6 settembre. Fury dichiara l’incontro morto su Instagram e chiama in causa Usyk per una terza sfida a novembre.

7 settembre. Sergey Lapin, manager di Usyk, chiude la porta: le intenzioni serie, dice, si accompagnano a offerte concrete, non a dichiarazioni alla stampa.

4-10 settembre. Wembley viene esplorata e scartata: il coprifuoco può essere esteso solo fino all’una, mentre serve un orario più tardo per la prima serata americana.

10 settembre. Dan Rafael riporta che Cardiff è emersa come sede.

11 settembre. Netflix accetta di restare nel Regno Unito, con un compenso ridotto per tutte le parti coinvolte.

12-16 settembre. White fa pressione pubblicamente, dicendo che Hearn sta danneggiando l’incontro. Barry Hearn dice a IFL TV che Matchroom si sta giocando il futuro dell’azienda per tenere l’incontro in patria.

17 settembre. L’11 dicembre a Cardiff diventa l’obiettivo, in attesa dei permessi.

20 settembre. The Athletic riporta che Fury ha accettato il Regno Unito, in attesa del via libera definitivo di Netflix, Alalshikh e Sela.

24 settembre. Alalshikh conferma tutto: Fury-Joshua, 11 dicembre, Principality Stadium, diretta Netflix, presentato insieme a The Ring e Dana White.

25-28 settembre. Seconda crisi: Hearn contesta il ruolo di White, Fury accusa Joshua ed Hearn di volersi tirare indietro, si valutano incontri di rimpiazzo, la conferenza di mercoledì viene messa in dubbio dallo stesso Hearn, e Joshua condiziona la propria presenza all’iscrizione di Fury alla VADA.

29 settembre. Fury si iscrive alla VADA, Joshua parte per Londra, la conferenza viene confermata.

30 settembre. La conferenza stampa si tiene regolarmente a Londra, raccontata qui sopra.

In tutto, quattro dichiarazioni pubbliche che l’incontro fosse saltato, tre delle quali di Fury, più i quattro giorni di stallo di fine settembre. È il numero che spiega da solo quanto valgano le dichiarazioni pubbliche in questa trattativa.

Perché Fury-Joshua si rincorre da anni

I due si erano incrociati per la prima volta nel 2010, ancora dilettante Joshua, in una palestra di Londra. Fury, già professionista, ne parlò quella sera stessa a una radio britannica: disse di essere stato messo sotto per tre riprese da un ragazzo che definì «rovente».

Joshua, dal canto suo, aveva letto su una rivista di settore che Fury avrebbe regalato il suo Rolex a chiunque fra gli sparring partner fosse riuscito a metterlo giù, e ci aveva provato. Sul racconto di quel giorno, come si legge più sopra, i due non sono mai andati d’accordo, nemmeno in conferenza stampa oggi.

Il momento in cui l’incontro sembrò più vicino, prima di quest’anno, fu il 2021. Le due parti avevano trovato un accordo per l’estate, ma a maggio un giudice americano stabilì che Fury doveva prima rispettare la clausola del contratto con Deontay Wilder e affrontarlo per la terza volta.

Fury battè Wilder a Las Vegas in ottobre; un mese prima Joshua aveva perso i suoi titoli contro Usyk a Londra, e la sfida fra i due si allontanò di nuovo.

Sembrava chiusa per sempre dopo le due sconfitte di Fury contro Usyk nel 2024, quando Fury annunciò il ritiro. Il resto, cioè come si è arrivati dall’11 aprile di quest’anno fino a oggi, è la cronologia raccontata qui sopra.

Quando combatte Anthony Joshua

Anthony Joshua combatte venerdì 11 dicembre 2026 contro Tyson Fury al Principality Stadium di Cardiff, in Galles.

Il prossimo incontro di Anthony Joshua

È quello con Fury, l’11 dicembre. Prima di questo annuncio, Joshua aveva insistito perché l’incontro restasse nel Regno Unito, rifiutando le cifre più alte offerte per uno spostamento negli Stati Uniti: è stata la sua posizione, mantenuta per mesi, a portare la sfida a Cardiff. Nell’ultima settimana, la sua stessa insistenza sull’iscrizione di Fury alla VADA è stata la leva che ha sbloccato la conferenza di oggi.

Altezza, peso e fisico di Anthony Joshua

Joshua è alto 198 cm e combatte in guardia ortodossa.

Il suo peso è cambiato molto negli anni da campione: 110 kg alla pesa contro Joseph Parker nel 2018, 115 kg contro Daniel Dubois nel 2024. Il dato di dicembre, alla pesa ufficiale contro Fury, si saprà il giorno prima dell’incontro: lo aggiungiamo qui appena disponibile, insieme al confronto con il peso di Fury.

Il risultato

Il risultato sarà pubblicato qui la notte dell’incontro.